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La Cappella
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"Tornare alla natura non attraverso il suo aspetto più esteriore e pittoresco, ma piuttosto per scoprire una capacità, che è anche in noi, di reciproche relazioni nelle situazioni apparentemente più lontane”. Con queste parole Giovanni Michelucci presentava uno dei suoi ultimi lavori, alla vigilia della sua scomparsa, mentre Firenze si apprestava a rendergli omaggio come ad uno dei maggiori architetti del Novecento. 
Tra gli ultimi progetti a cui Michelucci ha lavorato vi è anche quello per la cappella e i nuovi locali della Misericordia di Badia a Ripoli, quasi un testamento artistico in cui è espressa con straordinaria efficacia l’intuizione architettonica di questo maestro del nostro secolo: i valori della solidarietà e della fratellanza alimentano il rispetto della natura esaltandone la bellezza. Ricreandola come spazio “redento” in grado, a sua volta, di donare vita, essi testimoniano il valore insostituibile della creazione che ci circonda. Dopo la scomparsa, nel 1993, di Giovanni Michelucci, il progetto per la nuova sede della Misericordia di Badia a Ripoli non si è fermato. E’ merito dell’architetto Bruno Sacchi l’aver continuato e interpretato l’iniziale disegno del maestro. Michelucci immaginò i nuovi edifici per la Misericordia come un ideale percorso di crescita, un luogo di incontro e di confronto in nome del comune valore della solidarietà e della disponibilità ad accogliere l’altro. L’intero complesso ruota intorno alla cappella ottagonale dedicata all’Immacolata Concezione di Maria. Un sistema di camminamenti esterni collega i vari edifici, destinati a servizi sanitari e assistenziali, sui diversi livelli di costruzione, fino a culminare nella grande scalinata e, in un prossimo futuro, all’auditorium coperto. Davvero suggestiva, per le soluzioni architettoniche impiegate e per l’atmosfera di profondo raccoglimento che offre, è la realizzazione della nuova cappella: disposta su tre diversi livelli (cripta, corpo centrale e i ballatoi superiori), e circondata da un percorso ascendente e discendente, essa sintetizza quel concetto della persona umana, proprio della tradizione cristiana ma anche occidentale, che ha dato vita, tra l’altro, ad una realtà come la Misericordia. La dimensione spirituale della vita, infatti, e quella delle sue necessità materiali si incontrano e prendono senso l’una dall’altra se inserite nella promessa di eternità della parola di Dio, della buona notizia del Vangelo.